martedì 25 ottobre 2016

SEGNALAZIONE - JESSICA VERZELLETTI- LUCIFER E I CAVALIERI DELLA LUCE.

Ciao a tutti,
Eccomi oggi con una nuova segnalazione.
Devo dire che da quello che sto leggendo, dal modo in cui é scritto, lo metto nella mia lista dei desideri.

Ma conosciamo l'autrice: Chi è Jessica Verzelletti?

Jessica Verzeletti, nasce il 24 Ottobre 1990 a Brescia. Attualmente vive a Sarnico.
Scrive da più di 10 anni, collaborando con una collega al Sussurro dei Librialla stesura di romanzi scritti a quattro mani, ma da un pò di tempo ha deciso di intraprendere una strada idipendente.
Il suo primo romanzo d’esordio scritto in Self Publishing: Lucifer ed i Cavalieri della Luce é stato recentemente pubblicato in seconda edizione dalla casa editrice Lettere Animate Edizioni.
È un' appassionata di angeologia, praticante di paganesimo, discipline olistiche e cristalloterapia, tanto che sta seguendo un percorso di crescita personale con l’associazione “ATLA". 




Blog di collaborazionewww.ilsussurrodeilibri.altervista.org



TRAMA DEL LIBRO LUICIFER ED I CAVALIERI DELLA LUCE

Eva è una giovane strega e cacciatrice, ed insieme al suo amico fidato Jason si trovano ad affrontare i disagi che la Grande Guerra ha diffuso sulla Terra con i suoi influssi. Il mondo degli inferi si sta fondendo con quello umano, creando caos e follia ovunque. I due amici si confronteranno direttamente con "La Stella del mattino" svelandone i segreti e collaborando per ristabilire l'equilibrio del Mondo, prima che sia troppo tardi. Lucifer si dimostra fin da subito una creatura particolare ed avvolta dal mistero. Lui non ha ricordi del suo passato, ma qualcosa è nascosto dietro al suo sguardo glaciale, all'apparenza così potente e freddo e la calunnia delle genti l'ha portato a non sapere più chi fosse veramente. Con l'aiuto del "Libro della Luce" i nostri eroi dovranno cercare e risvegliare i "Cavalieri della Luce": i Dententori del Potere più grande che esista al mondo per portare l'intera esistenza alla salvezza. Con tante emozioni e colpi di scena Eva e Jhon arriveranno a scoprire la vera natura di Lucifer...
Il nome "Lucifer " significa "Portatore di Luce". Quindi perchè temerlo così tanto?

ESTRATTI:

«Non hai timore di questi posti?» chiese, incominciando a camminare lungo il corridoio che divideva la lunga ed enorme libreria. Potevano sentire solo le loro due voci sussurrate e vedere i loro occhi dai pertugi tra una mensola e l’altra.
«Perché mi fai una domanda del genere?» osservò Lucifer, seguendola passo passo; la sua camminata era talmente felpata che nemmeno se ne percepiva il movimento in quegli istanti.
«In alcuni di questi libri potrebbero essere custodite molte cose su di te, sulla tua vita, i tuoi segreti, per distruggerti, per conoscerti, cose vere, menzogne. Tutto questo ti è indifferente?»
Ci fu un lungo silenzio, così lungo che portò Eva a pensare che forse aveva parlato troppo e che Lucifer se ne fosse andato perché non voleva più sentire le sue chiacchiere, quindi si fermò e guardò verso la libreria, ma lo vide ancora lì, non se n’era andato. Di nuovo rivide quello sguardo che le era ancora capitato di notare tutte quelle volte che si erano scontrati: durante quell’ultimo scontro che l’aveva portata a prendere Lucifer con sé. Era un velo di tristezza, malinconia per un qualcosa che non sapeva spiegarsi. Il giovane si mise una mano sull’occhio che aveva ancora la vista danneggiata, poi la fece scorrere fino alla fronte e si passò la mano nei capelli e rimase lì con lo sguardo verso il soffitto ricoperto di affreschi.
«Dicono e hanno scritto talmente tante cose che nemmeno loro stessi sanno cosa sia vero e cosa no» mormorò. «E forse nemmeno io» concluse abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi.
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Si ritrovarono l’uno davanti all’altra, e di nuovo Eva si sentì in imbarazzo, lo guardò in volto per poco, solo il tempo di dare uno sguardo a quegli occhi azzurro ghiaccio e al viso circondato dai capelli corvini. La differenza d’altezza era parecchia, anche se lei non si riteneva troppo bassa nonostante fosse una donna, la portava lo stesso ad alzare leggermente il capo per guardarlo in volto. Il suo sguardo guizzò velocemente sul fisico statuario, teneva continuamente la giacca di pelle viola aperta ed era impossibile non vedere o far cadere lo sguardo sul fisico, specialmente sull’inizio delle ali tatuate che cadevano dall’inguine in giù. Eva sentì un forte calore in volto e abbassò il capo guardandosi gli stivali sporchi di fuliggine.
«Pensi quindi che io abbia possibilità di scelta? Nonostante tu sappia chi sono?» domandò Lucifer rompendo quel silenzio imbarazzante.
(...) «Ti chiami Lucifer, nel tuo nome vi è il significato di portatore di luce e chiarezza, quindi perché non potresti farlo per te stesso?» ribatté inaspettatamente la giovane.
Lucifer la guardò per qualche istante in modo quasi insistente, mettendo la giovane in soggezione, sembrava quasi stesse per ribattere qualcosa ma le diede le spalle e si avviò lungo il corridoio allontanandosi.
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Il giovane la osservò per qualche istante, fece per ribattere qualcosa ma fu interrotto da un’ennesima scossa di terremoto che fece perfino cadere dei libri dagli scaffali.
«Quanto andrà avanti?» sbottò Jason lamentandosi.
«Finché non risolveremo la questione» esclamò Lucifer afferrando un vaso colmo d’acqua che era stato posto accanto al camino per spegnere le braci. «Spostatevi e spostate i libri prima che si rovinino.»
I due ubbidirono senza chiedere spiegazioni e, appena i libri furono sollevati, Lucifer rovesciò l’acqua sopra al tavolo, creando un leggero strato riflettente. Vi impose poi sopra le mani, da cui si materializzò una luce violacea. Immediatamente, dallo strato d’acqua, iniziarono a comparire delle immagini dell’esterno, come se fosse uno schermo collegato a qualche telecamera sparsa per la città. Jason ed Eva rimasero in silenzio a osservare le immagini scorrere, mentre Lucifer muoveva le mani come se stesse maneggiando uno schermo sensibile al tocco. Lo “schermo” si ingrandiva e rimpiccioliva a piacimento. L’immagine si fermò su uno dei varchi, riconobbe la velatura che separava il mondo umano da quello degli inferi, ma all’improvviso si innalzò una strana nebbia, vide la sua armata intervenire e degli strani fulmini guizzare dal varco per colpire i suoi soldati.
«Cosa sta succedendo?» domandò Eva. «Sono Demoni?»
Lucifer non rispose ma rimase a osservare ancora a lungo, finché dalla nebbia iniziò a rivelarsi un’ombra.


(...) «Io so che nascondi la tua luce e celi un segreto che ti porti dietro dal passato. Avverto la tua tristezza, la tua malinconia, ma dentro di te non vi è odio né rancore. Non sono né una strega né una cacciatrice provetta, ma la mia dote mi permette di entrare nel profondo dell’animo delle persone; prima non sentivo perché non volevo, ero accecata dalla mia ignoranza, ma poi ho cominciato a vedere.»
Lucifer prese la ragazza per le spalle e la allontanò da sé, la guardò con rimprovero.
«Potresti pentirti di ciò che stai facendo» esclamò amaramente. «Non voglio alcun sentimento nei miei riguardi, Eva.» Detto questo si allontanò.
«Non fatevi ammazzare» disse Eva prima che Lucifer scomparisse nell'arcata di pietra che portava ai piani superiori.
























Buona Lettura!!! 









venerdì 21 ottobre 2016

LUCCA COMICS, GIORGIA STAIANO, IL MALE DEGLI AVI

Ciao a tutti,
riparto con questo post con le presentazioni.
Per inaugurare questa nuova carrellata di presentazioni dopo la pausa estiva inizio con  GIORGIA STAIANO  ed il suo libro IL MALE DEGLI AVI.

Il libro é pubblicato da Astro Edizioni  e verrá lanciato al  LUCCA COMICS, da Venerdì 28 Ottobre a Lunedì 1 Novembre.

L'AUTORE:

Giorgia Staiano, terapista occupazionale presso il Centro per l’autonomia di Roma, si occupa di persone con grave e gravissima disabilità.
Per una propria crescita personale e lavorativa è divenuta counselor professionista, conseguendo il titolo presso l’università Tor Vergata.

Da sempre appassionata d’arte, si sperimenta nella pittura, nel teatro e nel fantasy, anche attraverso il cosplay. Crescendo a stretto contatto con la religione buddista, approfondisce negli anni diverse culture e religioni, in particolare quella orientale.


IL LIBRO:

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti.
Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura.
In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa.
Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto...





"Le promesse sono state infrante, la fiducia tradita.
L’uomo ha appena firmato la propria condanna..."

















Lo stand di ASTRO EDIZIONI :























BUONA GIORNATA E MI RACCOMANDO LEGGETE, LEGGETE TANTO E SOGNATE!!!


giovedì 13 ottobre 2016

SONO TORNATA CON DELLE NEWS

Si, sono tornata.  Lentamente ritorneranno le presentazioni, le interviste e le recensioni.

Sono stata assente diversi mesi, perché dopo la morte di mio padre la voglia di leggere o scrivere come davvero mi sentivo non ne avevo, sono riuscita ad esorcizzare questo dolore questa settimana, almeno un po', ma questo tipo di dolori non si esorcizzano mai a pieno.
Il tempo passa, da piccola mai avrei pensato di perdere uno dei miei genitori, perché per me loro erano indistruttibili ed eterni.
L'idea della morte di un genitore, la si allontana sempre. È un meccanismo del cervello, ed è una cosa che razionalmente non riusciamo a razionalizzare, la dobbiamo affrontare quando arriva, l'unica cosa che sappiamo per certo è che non saremo mai preparati a questo.

Mi manca mio padre. Mi manca tanto. Lo so che è con me, lo so che è presente e spesso parliamo, però non riesco ad abituarmi alla sua mancanza fisica.

Ho lavorato alla nuova edizione di Orpheus, anche attraverso la nuova veste del primo capitolo della trilogia ho esorcizzato la perdita di mio padre e ieri mi è arrivata la copertina e non vedo l'ora di mostrarvela. Credetemi è davvero stupenda.

Nel frattempo nel gruppo facebook di Sognatori Erranti la scorsa settimana sono stata intervistata.

Ho fatto un reading alla fiera del libro di Turku e penso di partecipare ad un vento alla fiera del libro di Helsinki, dove verrà presentata un'altra antologia, pubblicata da Lecti, con 3 mie poesie all'interno.

L'intervista per Sognatori Erranti la potete trovare nel loro sito. Sonatori Erranti, il sito.
Vi ricordo che, per commentare dovete iscrivervi.

Buona lettura e Buona giornata!


martedì 11 ottobre 2016

AUTUNNO

Era una giornata di autunno.
Fuori le foglie avevano iniziato ad ingiallirsi, le temperature ad abbassarsi e le giornate ad accorciarsi. Ma c’era il sole.
Fra una settimana sarebbe iniziata la stagione degli affitti. Avevamo deciso di affittare la casa ai vacanzieri.
Sapevo che il periodo più richiesto sarebbe stato proprio inizio di autunno e primavera/estate.

Era una sensazione nuova per me questa e come sempre ero divisa in due. Da un lato l’attaccamento alla mia casa, ai miei ricordi, alla mia vita li. Dall'altro, la consapevolezza che vivendo in Finlandia, l’idea di affittarla, mi era sembrata la più giusta. Mio fratello, anche se era stato assente per venti anni da quell'abitazione e dalla nostra vita, aveva avuto una buona idea e l’avevo abbracciata con entusiasmo, fino al momento in cui, la mia vita li, iniziò ad accumularsi in scatoloni che lentamente venivano trasferiti nella soffitta, e di me, non rimaneva più nulla: solo il nome Diana , scritto sul nastro adesivo dei medesimi. E di te, babbo, ancora meno.

Dopo la vendemmia si inizia la raccolta delle olive e quindi Ottobre è il periodo dell’olio buono, della bruschetta con l’aglio...chissà se questi vacanzieri capiranno queste cose? Chissà se approfitteranno del Treno Natura, prima della sospensione invernale, o se andranno a visitare un frantoio, dove potrebbero assaggiare il miglior olio della loro vita; vederlo uscire con quel colore dorato dalle macine...Chissá...

L’autunno porta con se le caldarroste. Le castagne , e le scampagnate che facevamo quando ero piccolo al Vivo D’Orcia per raccoglierle. L’autunno porta con se il castagnaccio. Lo facevi sempre in questo periodo.

Sono passati 3 mesi dalla tua morte ed ancora faccio fatica a pensare alla mia vita senza di te. E faccio fatica a staccarmi dalla casa che abbiamo diviso in questi ultimi 20 anni fra momenti belli e momenti brutti. Fra risate e nervosismi. Fra silenzi che parlavano più di una normale conversazione. Fra piccole soddisfazioni e sacrifici.

È casa mia. E vedo un albero al quale sono state estirpate le radici, e non so ancora, se l’albero in questione sono io o la casa.

Il giorno che l’ospedale mi chiamò per dirmi che eri deceduto, mi sembra lontanissimo, è come se la linea del tempo in cui mi trovo si sia sospesa, fermata all'improvviso nonostante il trascorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi.
Penso che sia proprio per questo che stanotte ti ho sognato babbo.
So che era semplicemente un sogno. La percepisco bene la differenza, l’ho sempre percepita bene la differenza fra sogno e contatto. Lo sai anche tu adesso che posso sentirti quando vieni, e ti vedo, e parliamo nonostante sei impegnato a fare chissà quali conti...
Così stanotte ti ho visto seduto al tavolo di cucina. La sigaretta in mano. La tazza del caffellatte di fronte a te ed i biscotti. Ed era proprio Ottobre. Avevi la vestaglia blu che non volevi buttare via nonostante il tempo e le sigarette avevano lasciato il loro marchio, sorridevi, dalla vecchia stufa percepivo il calore, la legna scoppiettava. Alla sera in Ottobre l’accendevi sempre perché dopo una giornata di lavoro al freddo, era bello tornare al torpore di casa e della stufa, ed io ti ho detto:
Ma allora sei qui...che facciamo adesso? I primi vacanzieri arriveranno fra una settimana...
Continui a sorridere. Mi rendo conto che sto parlando ad un riflesso statico, che sto conversando con un ricordo e piangendo continuo:
“No non sei qui...ti ho sepolto 3 mesi fa. La cucina è vuota... al tavolo non è seduto nessuno...Non c’è più il caffellatte, non ci sono più i biscotti, il castagnaccio, le caldarroste, il torpore della stufa...

I vacanzieri stanno per arrivare.
Ogni mio ricordo vivo in quella casa, è stato spazzato via da una spennellata...lasciando dentro di me un vuoto terribile, insopportabile con il quale sono costretta a convivere.

© Diana Mistera 11.10.2016





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